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Autrice: Milena Bianchi
2^ classificata

Viaggiando nel cielo di notte

II cielo ‑ il cielo... quante volte... aveva ammirato ‑ esplorato ‑ fissato quello spazio infinito, nella sua mente, in tutte quelle notti insonni in cui la sua rara malattia lo costringeva a vegliare in una immobilità assoluta, quasi che i suoi piedi fossero radici di un albero saldamente piantato al pavimento o ancore di una nave alla deriva... di un letto fin troppo conosciuto.
Ma da quella finestra spalancata alla notte ‑ il cielo si apriva su di lui e portava la luce di migliaia di stelle ad illuminare una vita che forse per altri non aveva significato.
Ed ogni notte il miracolo si ripeteva: la sua ombra ‑ I'altro se stesso ‑ si staccava piano piano da lui a cominciava un viaggio ‑ un viaggio fantastico di stella in stella ‑ saltando correndo ‑ danzando.
La sua ombra si muoveva felice tutte le notti, abbracciata dall'immensità del cielo stellato, splendente dello stesso splendore delle stelle ‑ nero ‑ lucido ‑ vivido e vitale e Francoise viveva per quelle notti di luce ‑ di blu e di stelle e per quel movimento assoluto ‑ libero senza ancore ‑ senza radici.
La sua ombra ‑ I'altro se stesso vagante in libertà lasciava i piedi immobili chissà dove – in uno spazio conosciuto ‑ circoscritto ‑ quello della camera ‑ per muoversi in libertà.
E il movimento era totale ‑ continuo ‑ instancabile fino a che la sua ombra occupava tutto lo spazio di cielo, si lasciava avvolgere dal blu, ma nello stesso tempo ne emergeva distintamente riscaldata dalla luce delle stelle.
Solo allora il suo cuore cominciava a battere per la felicità di quei voli e in quel ritmo alternato di rosso ansimante la sua ombra ed il suo corpo ritrovavano I'unità dell'essere dell'esistere in un unico squarcio di colore smagliante.
Il suo cuore ‑ il suo cuore rosso palpitante batteva instancabile il suo anelito al miracolo della vita.
Un brivido di felicità lo invadeva e lui ripercorreva, come in un quadro, le immagini stagliate con netta purezza alla sua finestra: il cielo blu ‑ le stelle e la sua ombra ‑ scura ma pulsante al ritmo di un cuore sempre vivo ‑ sempre rosso ‑ sempre pieno d'amore.
Poi chiudeva gli occhi, lentamente, stanco del lungo viaggio e mentre I'ombra ritornava nel corpo e nel letto per ripercorrere l'immobilità di un nuovo giorno ‑ una grande quiete ‑ una pace dolce si impadroniva di lui ed un sonno lieve scendeva a chiudere gli spiragli della luce dell'alba.
Nessuno, vedendo quel corpo dormiente, quasi insensibile, avrebbe potuto immaginare la felicità delle lunghe notti.

Il dono delle notti di cielo ‑ stelle ‑ ombra e cuore.