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Per le ultime generazioni quello di quest'anno è stato il primo Conclave. Di breve durata, cardinali sicuri nello scegliere tra i papabili , una grande festa in piazza per il nuovo pontefice con molte e sentite cerimonie per il precedente. Un rito perfetto. Ben diverso da alcuni casi di epoca medioevale. Il periodo nero per l'istituzione papale è sicuramente quello a cavallo tra 800 e 900. Qualche dato? Dalla morte di Stefano V nel 891 fino all'elezione di Silvestro II nel 999 (quando tutti erano pronti alla fine del mondo, attesa per l'anno seguente) l'elenco ci fornisce un totale di 28 papi “veri”: infatti bisogna aggiungere 3 antipapi. Il punto è che la Chiesa era lacerata da tremende lotte politiche tra la nobiltà romana. Il Vaticano stesso ricorda il X secolo come obscurum. Altri storici, con lingua molto pungente, lo definiscono invece “pornocrazia papale”, tanto i costumi erano degenerati; Sergio III (904-911) aveva come amante Marozia, celebre per la sua bellezza e come simbolo di quel periodo, e non contento anche la madre di lei, Teodora. Sergio, salito al soglio di Pietro dopo che la Chiesa aveva ufficialmente dichiarato bancarotta, fu il papa che chiuse il celebre caso-Formoso. Papa Formoso era morto nel 896, gli era successo Bonifacio VI che durò meno di un anno: toccò allora a Stefano VII. Questi era rappresentante di una fazione opposta a quella che aveva sostenuto Formoso, il quale era “politicamente schierato”. Per questo Stefano istruì un processo al cadavere di Formoso. Venne aperta la sua bara, il cadavere fu vestito di tutto punto e fatto sedere su un trono. La difesa fu affidata ad un anziano diacono che, poveraccio, arringò meglio che poteva: ma la sentenza era già scritta. A Formoso furono tolti i paramenti, fu decapitato e gli furono strappate le tre dita destre con le quali si benedice. Le sue spoglie furono gettate nel Tevere (dei pescatori le recuperarono). Stefano fu accoltellato dopo pochi mesi (strano!). Gli successe Giovanni IX, che riabilitò Formoso. Poi toccò al nostro Sergio III, altro squilibrato: decise che la condanna di Formoso fosse giusta, e quindi fece strangolare i preti che avevano approvato l'assoluzione. Poi, per espiare l'ecatombe, impose cento Kyrie Eleison a tutto il clero: lui invece espiò con Marozia.

Altro caso che merita memoria. Ricordate “colui/ che fece per viltade il gran rifiuto”? Molti pensano che Dante parlasse di Celestino V, papa nel 1294 (non si era candidato e assolutamente non voleva essere scelto, aveva 85 anni dei quali 65 trascorsi da eremita solitario). Dopo 5 mesi da papa, Celestino abdicò, aprendo la strada a Bonifacio VIII, il gran nemico del Poeta. Si racconta che Bonifacio abbia trascorso le notte di quei 5 mesi nascosto dietro il letto del papa, sussurrandogli nel sonno: “Dio vuole che ritorni eremita”. Celestino, timoroso e timorato, cedette. Peccato che Bonifacio non si accontentasse di soffiargli il posto: Celestino morì il 19 maggio 1296, prigioniero del papa nel castel Fumone ad Anagni.

Non meritava proprio il posto che Dante gli ha assegnato.