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Non sarà un nuovo 1974. Questa è l'unica certezza a trenta giorni dal referendum sulla legge 40 del 2004. Anche se, a un livello culturale, i due episodi sarebbero assimilabili. Nel senso che in entrambi i casi l'obiettivo, più o meno esplicito, è anche quello di affermare che esistono stili di vita differenti da quelli considerati “tradizionali”. Trenta anni fa occorreva ribadire come il matrimonio non costituisca un legame sempiterno. Oggi che il concepimento di un bambino non passa necessariamente attraverso l'atto sessuale. Ma, dicevamo, questa volta andrà diversamente. Perché non ci sono più le tensioni ideali che c'erano allora. Perché i partiti non hanno più la forza di un tempo. Ma anche perché questa volta è più complicato.
La parola ‘divorzio' è di immediata comprensione. Marito e moglie non si amano più, non vivono più bene insieme e scelgono di interrompere la loro vita comune. Mentre ‘fecondazione assistita' è un po' più complicato. Anche perché si accompagna a termini quali ‘eterologa', ‘gameti', totipotenti', ‘crioconservazione', ‘embrione'. Insomma, se non serve una laurea in medicina, diciamo pure che non guasterebbe. Senza dimenticare alcuni aspetti giuridici di non poco rilievo, come il supposto ‘diritto alla maternità' e l'equiparazione tra i diritti dell'essere umano quelli del concepito. “We consider these truths to be self evident: that all cells are created equals”. Personalmente stride, ma questa è un'altra storia. Torniamo alle maggiori difficoltà. Per ribadire, nuovamente, la necessità della divulgazione scientifica. Necessaria per fare realmente della scienza quel procedimento di scoperta pubblico che costituisce uno dei fondamenti della rivoluzione scientifica. E per consentire davvero a tutti di comprendere quali sono le questioni in gioco. Sì, perché l'espressione ‘fecondazione assistita' evoca fantasmi. Come quello della clonazione. O della possibilità di “ordinare” i caratteri somatici del proprio figlio come si fa con una pizza. Ed è difficile non vedere un sorriso abbozzarsi sotto i baffetti di Adolf. E siccome, spesso e volentieri, si ha paura di ciò che non si conosce, sicuramente sapere di che si tratta aiuterebbe. Anche solo a confermare le proprie convinzioni. Ma, e non è poco, con una consapevolezza maggiore.
Sempre in tema di scienza, c'è un quesito, il terzo, che riguarda direttamente la ricerca scientifica. Ovvero la possibilità di sperimentare sugli embrioni prodotti in eccesso. Ma soprattutto sui quei trentamila attualmente crioconservati (ovvero conservati in frigorifero), in diversi centri della Penisola. Che, stando alla volontà del Parlamento, andrebbero distrutti. Ma la ricerca, in questi campi, potrebbe portare a curare malattie altrimenti mortali o gravemente degenerative. E, visto che studi di questo tipo sono consentiti in altri paesi, renderli leciti anche da noi contribuirebbe ad arginare la fuga dei cervelli. Non mi sembrano questioni da sottovalutare.
Per chiudere, un ultima questione. Di recente ha dovuto affrontare questioni per lei più importanti. Ma è chiaro che la Chiesa di Roma si schieri contro i quattro referendum. Ha già avuto modo di manifestare la propria posizione per bocca di Camillo Ruini. Ora, in sintesi ed evitando di ripetere quanto detto in molte altre occasioni, la legge, anche senza le modifiche proposte, non obbliga al ricorso alla fecondazione assistita, ma consente di utilizzare queste pratiche. Sta poi al singolo, meglio alle coppie, decidere se sfruttare o meno questa opportunità. E chiaramente un cattolico, giustamente, ne farà a meno. Oppure no, ponendosi, si suppone, una serie di problemi con la propria coscienza. Ma solo ed esclusivamente con la propria. Non con quella di 56 milioni di concittadini. Resta il fatto che l'Italia non è una Repubblica cattolica, anche se si sente dire che i seguaci di questa religione sarebbero la maggioranza. Di conseguenza, dacchè le leggi vengono elaborate erga omnes, riguardano tutti i cittadini. Meglio sarebbe, fra trenta giorni, ragionare in quest'ottica di libertà e autonomia di giudizio dei singoli e non per strumentalizzazioni di parte. E' così difficile da capire?