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Mi verrebbe da esordire con un cordiale “buon anno”, ma visto il disastro asiatico potrei sembrare beffardo se non cinico. Una chiusura - esordio così disastrosa era difficile da immaginare quasi quanto la prima polemica politica dell’anno che ruota attorno a un treppiedi, ultima icona di questo tragicomico paese.
Il mio attacco con riferimento all’anno nuovo non voleva essere una scusa per tracciare bilanci consuntivi sul 2004 e preventivi sul 2005: diciamo che siamo soddisfatti e ottimisti. Vorrei però preannunciarvi e spiegarvi un progetto, piuttosto corposo, cui tutta la redazione sta lavorando e che comincerà a partire dal prossimo numero di febbraio, e ci terrà compagnia (spero che per voi sarà una buona compagnia) per buona parte dell’anno. Nulla che cambierà la struttura multitematica che da sempre caratterizza questo giornale: si tratterà di un aggiunta al solito. Da febbraio partiremo per un viaggio, in cinque tappe, alla scoperta delle radici storico-culturali europee. Frenate gli “uffa” e i “non se ne può più”: lasciatemi tentare di essere convincente. In passato abbiamo spesso affrontato temi che riguardavano l’UE e il suo futuro, in particolar modo a ridosso della firma del Trattato costituzionale; personalmente mi sono opposto all’occultamento dei famigerati riferimenti a radici cristiane nel preambolo del documento: ritengo che quella citazione sarebbe stato un semplice riconoscimento di una verità storica. Ragioni di calcolo politico suggerivano l’inopportunità di un tale riferimento? Bene, allora nessuna “radice” si sarebbe dovuta citare: un elenco incompleto a causa di calcoli politici è sintomo di aridità etica. Purtroppo è questo il cancro che affligge l’Europa. La nostra non sarà certo una campagna per restituire alla Chiesa ciò che le è stato tolto: il Vaticano, una volta compresa l’ineluttabile sconfitta, a quei calcoli politici non si è sottratto. Il professor Felice Costabile, dell’università di Reggio Calabria, ha denunciato i tentativi cardinalizi di eliminare, in una sorta di sciocca ripicca, anche ogni riferimento a radici classiche. È per questo che il professore ha organizzato un convegno per riconoscere il ruolo europeo di Roma e Atene.
Per nostra fortuna possiamo ancora tenerci lontani da calcoli politici di quel genere: il progetto che abbiamo ideato è una sorta di denuncia allo squallido teatrino cui abbiamo assistito nei mesi scorsi. Ma vuole soprattutto essere una (ri)scoperta della storia e dei tratti culturali del nostro continente e alla civiltà occidentale che qui vi è nata. Avvertiamo fin da subito che non pretendiamo di essere esaustivi: lasciamo ad altri i lavori enciclopedici. Cercheremo di unire l’alto e il basso: parleremo di letteratura, di religione, ma anche di cucina e di costumi sessuali. Abbiamo operato delle scelte, che, come tutte le scelte, susciteranno critiche e disapprovazione. Accetteremo queste e quelle. E forniremo spiegazioni a chiunque ce le chieda. Vi svelo che si tratterà di un viaggio in cinque tappe, che verranno pubblicate a mesi alterni: quindi, vista la sosta che ci prendiamo ad agosto, si comincia a febbraio e si finisce a novembre. Niente panico: il viaggio è lungo, ma non vivrete una telenovela. Ogni puntata sarà autonoma dalle altre, chi dovesse perderne una non sarà irrimediabilmente spacciato. Vi svelo un ultimo segreto: si comincia dalla Grecia. Ma forse questo, conoscendoci, lo avevate già capito: se stiamo diventando prevedibili sapremo rimediare.