| << Articolo precedente | Articolo
successivo>> |
![]()
Tutte le foto della mostra “L’Italia dai cieli” vennero scattate dal Ministero della Regia Aeronautica Militare nel periodo compreso tra il 1923 e il 1937. Probabilmente si tratta di ricognizioni a scopo catastale o esercitazioni di carattere militare. Infatti all’origine della fotografia aerea vi è la necessità di raccogliere informazioni aggiornate sulla natura del territorio e sulle capacità del nemico. L’aeronautica, all’inizio del novecento, era considerata esclusivamente come un utile ausilio alle forze di terra, per passare coordinate di tiro all’artiglieria o preziose informazioni per i movimenti della fanteria: veniva significativamente definita “cavalleria dell’aria” o “lunga vista dell’esercito”. Le informazioni che un “reportage” fotografico forniva rientravano in questo servizio all’esercito. In questo senso sono molto significative le foto degli ultimi quattro pannelli, scattate in Etiopia prima o durante la guerra del 1935-36.
L’aviazione da caccia nacque proprio (a cavallo tra gli anni ‘20 e ‘30) per contrastare e impedire la ricognizione e lo scatto di fotografie informative da parte del nemico. L’uso di fotografie aeree era invece molto più antico: risaliva addirittura alla metà dell’800. il primo negativo aereo è datato 1856, ad opera del francese Nadar, a bordo di un pallone frenato (cioè ancorato a terra), mentre il primo scatto ad uso bellico risale al 1862, durante la Guerra Civile Americana, da parte degli Unionisti attraverso un pallone aerostatico.
In Italia la foto aerea arrivò tardi, ma a questa tecnologia le Forze Armate dedicarono molte risorse e attenzioni. Nel 1896 il Capitano Maurizio Mario Moris allestì la sezione fotografica della brigata specialisti del Genio Militare. Un anno più tardi, in collaborazione col Tenente Tardivo, Moris organizzò un grande esperimento aerofotografico: scattò (sempre da un pallone frenato, grande 65 m3) una planimetria di un tratto del Tevere da ben 10.000 m d’altezza. Fummo all’avanguardia anche nell’utilizzo bellico di questa tecnologia: furono importantissime le foto scattate (questa volta dai primi aerei) durante la guerra in Libia e la prima Guerra Mondiale.