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Abbiamo iniziato il nostro percorso sull’attore, la star e la brillantezza della sua luce, a febbraio di quest’anno…e adesso eccoci qua insieme, al termine di questa rubrica.
L’attore, il suo essere “divo”, il perché e il per come uno lo diventa, sono i temi che abbiamo portato avanti nell’analisi e nei confronti tra personaggi per trarne le loro caratteristiche principali e la loro bravura.
Prossima ed ultima fermata Cartoonia: mondo fatato, dove non esistono né la morte, né la legge di gravità. Mondo capovolto, regno assoluto della fantasia, luogo incantato in cui possibile ed impossibile si confondono.
Animali che parlano e che si trovano immischiati in effetti speciali; risate e intrecci degni di una pellicola girata da attori in carne ed ossa, sono l’espressione più alta forse del cinema puro.
E così, come per i film dell’universo reale, anche per l’universo parallelo dell’animazione, si ritrovano gli eroi. Perché???? Perché le star non esistono solo sulle pellicole “reali”… Un cartone non può diventare una star?? Certo che sì e può brillare tra le stelle del firmamento cinematografico in eterno.
Avete presente il coniglio bianco, con le orecchie lunghe lunghe e i guanti gialli?? Quel coniglio con una moglie mozzafiato che fa gola anche agli umani? Bene…quel coniglio ha un nome. Ha una vita da star. Ha un ricordo che rimarrà immortale per diverse generazioni. Roger Rabbit… con il film “Chi ha incastrato Roger Rabbit” è diventato famoso… una star! Che con un film solo ha conquistato bambini ed adulti!
Nei disegni animati la morte e la sconfitta non vengono mai rappresentati senza poi essere seguite dalla resurrezione e dalla trasfigurazione. Un personaggio può benissimo essere travolto e appiattito da un rullo compressore e poi smembrato e disintegrato, ma nella sequenza successiva esso balza di nuovo in piedi, illeso e pieno di vita. Nessuna esaltazione della morte, ma una continua illustrazione del tema della rinascita.
Questo è quello che principalmente accomuna i film animati, soprattutto quelli degli anni ‘90. Sempre più, però, le nuove generazioni si ritrovano a guardare film d’animazione dove i “cartoni” vogliono quasi ad ogni costo assomigliare agli umani…non tanto fisicamente, ma per quel che riguarda le loro imprese e le trame dei film.
“Chi ha incastrato Roger Rabbit” è un film che quando uscì nelle sale fece gridare al miracolo, dato che non si erano mai visti umani e cartoni animati interagire direttamente. Ormai sorpassato da mirabilie tecniche molto più avanzate, resta un film godibilissimo, anche a distanza di anni, che ha ben meritato i 4 Oscar vinti.
È Walt Disney che si afferma definitivamente inconsciamente, ma secondo un preciso programma produttivo che punta sugli umori del pubblico. I personaggi di Disney riflettono un determinato periodo storico della società americana, costituiscono uno specchio multicolore di quella nazione. A fianco dei film musicali e dei Westerns, e con fattori d’incidenza sul costume sociale almeno pari se non superiori, i disegni animati disneyani si pongono tra i prodotti più vivi e interessanti dell’industria cinematografica americana d’anteguerra. La realtà entra nella finzione animata e allo stesso tempo la magia di un film animato cade delicatamente sul mondo come una sottile ed invisibile polvere stellata.
Le star cinematografiche diventano famose per le loro doti recitative, per il loro carisma e, da ammettere, anche per la loro bellezza…che abbiamo visto nelle puntate precedenti, essere a volte l’unica arma della loro notorietà.
Ma un Roger Rabbit per che cosa diventa famoso? Innanzitutto magari si può non essere d’accordo sul poter diventare una star anche dei personaggi animati. Io però ne sono convinta. Dietro ad ogni personaggio nasce un mondo che porta avanti la nascente star: merchandising, fumetti, pubblicità e peluches iniziano ad invadere il mercato. Ma devo anche ammettere che è lo stesso mondo incantato del cinema che spinge questo mercato per ricavarne profitto… molto poco dipende dunque dalla “bravura” di un cartone! Ma vogliamo mettere quanti sorrisi e gioie possano creare uno Shrek o un Nemo della questione?? Penso che questo diventare star tra virgolette, sia un qualcosa che può dare sicuramente di più rispetto al diventare star di un divo di Hollywood…
I bambini hanno il loro eroe, lo vorrebbero accanto a loro e vorrebbero parlarci… non è la stessa cosa che vorrebbero i fans di un divo? Peccato che il divo in peluches accontenterebbe pochi ammiratori!
Trovo che l’Hollywood a fumetti sia qualcosa che vada oltre il piacere personale di un film, o alla bravura che si dà ad un attore.
Hollywood fumettata ti apre la mente alla fantasia, ti fa tornare bambino, o ti fa capire quanto bello sia essere bambino. Senza mai dimenticare il “tuffo” nella sala buia, l’esperienza magica del sogno, il viaggio immaginario… la realtà che ti aspetta fuori la sala cinematografica e soprattutto quel sognare ad occhi aperti.

Elisa Cataldi