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1^classificato
Marco Scrosati: il piacere di scrivere per capire se stesso.
Laureato in scienze della comuncazione, sin da piccolo Marco sente la necessità di scrivere, di comunicare con se stesso. La scuola superiore e l’università hanno trasformato questa spinta in passione vera e propria allargando e maturando una certa visione del mondo ed affinando, allo stesso tempo, un proprio stile personale. La lettura de “Gli archetipi dell’incoscio collettivo” di Jung, affrontata alcuni anni fa, ha impresso nell’autore una serie di immagini e di rimandi che riecheggiano - nella sua poesia - nell’esaltazione degli aspetti filosofici dell’individuo e del mondo circostante. Marco parla di “purezza e spontaneità” nel rileggere i suoi stessi versi; fattori, questi, che nascono dal forte “desiderio di contemplare la realtà” e dal piacere di cogliere alcuni aspetti particolari di essa. Sebbene sia abbastanza evidente una certa tensione interiore nella poesia vincitrice del concorso, Marco tiene a sottolineare che questo piacere nel parlare a se stesso attraverso la scrittura si manifesta anche in momenti di tranquillità in cui la speranza è forte e vive nell’attesa, “attesa come entità da scoprire e gustare in quanto tale”. La poesia non è stata scritta appositamente per il concorso; era una creatura già realizzata che ben si addiceva al tema di “Verba agrestia” 2005 e che ha avuto il merito di ottenere il primo posto. Complimenti Marco!
2^ classificato
Mario Grosso e la sua poesia: l’ispirazione in una notte di primavera.
Gallaratese d’adozione, giunto in Lombardia nel ’69 con l’incarico di cancelliere presso la Pretura di Gallarate, Mario Grosso presenta la sua poesia in tutta semplicità: è una preghiera scritta la notte tra il 4 e il 5 maggio del 2001; è disarmante l’intervista con l’autore, perché non scrive poesie abitualmente e si dichiara un “apprendista” cristiano. Una dichiarazione dietro la quale c’è tanta umiltà e sensibilità d’animo nell’invocare la mano del Signore.
Pensionato, Mario Grosso tiene molto a cuore un tema tanto delicato quanto importante: i trapianti d’organo, che sempre di più oggi fanno discutere l’opinione pubblica dovendo fronteggiare anche il dramma delle interminabili liste d’attesa.
3^ classificato
Il contatto con l’altro e la visione poetica della vita secondo Carlo Quadrelli.
Carlo Quadrelli presenta una poesia scritta appositamente per il concorso con la voglia di esprimere il senso poetico che caratterizza il prorpio modo di percepire la realtà. Non un viaggio banale, proposto e riproposto dalla letteratura, ma la metafora del carciofo quale mezzo per liberare la fantasia e i pensieri attraverso i ricordi d’infanzia nella ricerca, altrettanto poetica, del contatto con l’altro; un contatto fatto di rispetto per l’identità e l’individualità di ciascuno, cosa molto difficile da ricercare in un mondo fortemente globalizzato ed uniformato. L’autore invoca, in un certo senso, l’identità per permettere alla poesia di regalarci visioni nuove della realtà.
| Modestino Tozzi |