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1^ classificata-Renata Ravizza Frattini
Una piacevole conferma

Ha partecipato al nostro concorso già gli anni passati, e sempre con racconti in dialetto castellanzese-legnanese: solo quest’anno si è cimentata con un racconto in italiano. Come è stato lavorare in italiano? Lo aveva già fatto?

No, ho sempre scritto racconti in dialetto. Quando decisi di partecipare al concorso con un racconto in italiano quasi mi preoccupai di non esserne capace! Il dialetto si confà meglio alle storie che scrivo: sono tutte storie della tradizione castellanzese o legnanese, che raccontano del passato dei miei luoghi, e il dialetto è la lingua di quel passato. In realtà ciascuno dei miei racconti in dialetto è accompagnato da una traduzione in italiano, ma non avevo mai scritto un racconto con l’intenzione di scriverlo solo in italiano!

Ci parli del racconto, di qualche retroscena.

Il racconto con cui ho partecipato quest’anno non racconta di un solo viaggio, ma è il collage di tre storie vere. I personaggi di cui racconto non sono mai inventati, ma tutti mi ricordano persone che ho incontrato nella mia vita: in particolare il racconto “Viaggiando per le strade della vita” è fatto di aneddoti della vita di mio marito e per questo sono molto affezionata a questo lavoro. Tutti i racconti che scrivo sono viaggi in realtà, e sono tutti viaggi nella mia memoria, così il tema del viaggio del concorso rispecchia questo testo appieno.

Quando a cominciato a scrivere? Come?

Quando uscì il primo dizionario del dialetto legnanese della Famiglia Legnanese cominciai a leggerlo e a trovarmi di fronte a parole che non conoscevo, ma notai anche la mancanza di alcuni termini: così cominciai a riformularlo, per gioco. Nel tempo mi resi conto che il miglior modo per esprimere il dialetto delle nostre parti sarebbe stato quello di proporre delle frasi complete, così cominciai a segnare frasi che sentivo da bambina o detti popolari che ricordavo. Ad un certo punto mi accorsi che mettendo insieme quelle frasi potevo raccontare una storia, e ne uscì una storia su mio padre, quando mi portava in bicicletta in campagna. Nelle mie storie gli uomini sono sempre dei personaggi positivi, buoni e sono sempre i protagonisti: forse perché mio padre era così buono! Ho un dolce ricordo di lui.
In ogni caso i miei lavori non ebbero risonanza presso la Famiglia Legnanese, ma le soddisfazioni mio vennero e vengono tuttora da lettori di ogni tipo e sono sempre felice che un gruppo di giovani come voi apprezzi i miei racconti.

Quali sono i suoi ultimi progetti?

Il 20 gennaio verrà recitato al Teatro di via Dante a Castellanza il mio ultimo recital “Castellanza e Castagnó… tra storia, fantasia e realtà” con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e della Pro Loco. Il testo già esiste in biblioteca a Castellanza e si tratta di una storia costruita su fatti realmente accaduti in paese, ho cercato di raccontare attraverso un castellanzese la storia della cittadina, e mi sono rifatta ad un ottimo libro di storia locale della signora Anna Colombo Candiani, bibliotecaria di tanti anni fa. Mi sono divertita e ho scoperto che la città di Castellanza ha una storia antica e molto bella.

 

2^ classificata-Milena Bianchi
La scrittura e la pittura

Milena Bianchi scrittrice e insegnante a Busto Arsizio, vince con “Viaggiando nel cielo di notte” il secondo posto della sezione narrativa di Verba Agrestia III edizione. Già l’anno scorso la Bianchi aveva partecipato al concorso con un racconto in forma poetica in cui si disegnava un dolce ritratto di un artista caro all’autrice: Van Gogh. Come in quel racconto, anche l’ultima produzione è caratterizzata dalla presenza dei colori, questa volta il blu del cielo, ma anche delle profondità dell’anima, fa da principe in questo viaggio intimo e silenzioso. La costante presenza dei colori nelle sue opere è dovuta ad una grande passione per l’arte figurativa, mentre l’introspezione dei suoi racconti è un omaggio agli autori che la ispirano come Keruak, Bellow, Stefano Benni e, tra i poeti, Dylan Thomas

 

3^ classificata-Diva Pedretti
La forza dell’ironia

Diva Pedretti, francese d’adozione, vince il terzo posto della sezione narrativa di Verba Agrestia III edizione con un racconto ironico, frizzante che lascia trasparire una punta di amarezza. L’ironia è la capacità di prendersi in giro, e prendere in giro, mantenendo il giusto distacco dalle cose per dare loro il giusto valore, è l’ironia la forza di una donna che nella vita ha lasciato che le brutte esperienze diventassero oggetto dei suoi lavori poetici. Diva Pedreti nasce infatti come poetessa e il racconto che ci propone quest’anno è quasi un esperimento per provare ad esprimersi anche con la prosa. Da ex insegnante delle elementari, alla Pedretti è cara la semplicità dei sentimenti e la capacità di vedere tutto con gli occhi dei bambini, la sua vita procede a ritroso in una continua riscoperta della sua giovinezza e freschezza. Ed è questo che traspare dalle sue parole briose, nella carta ed al telefono!

Laura Lo Coco