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Autore: Marco Scrosati
1^ Classificata
Viaggio di una sposa allo stagno di una folla errante
Sciami di stelle mi si fecero incontro
le strinsi in un pugno,
ricominciai a camminare
per intere ore
Eserciti di alberi stavano
in una marcia immobile
al respiro di una luce docile
andavano tra le foglie
i minuti dentro me.
L’Anima colse, con le mie mani
dallo specchio tremulo,
una scheggia di sé
vagai nell’infinito senza mai uscirne.
Autrice: Renata Ravizza Frattini
1^ classificata
Viaggiando per le strade della vita
Capita, finita la scuola, di non rivedersi più se non dopo tanti anni… per un caso, una rimpatriata di tre compagni, Gigi, Gianni, Mario che, con le relative mogli, si trovano ormai pensionati a raccontare e raccontarsi. Il ricordo risale alla fotografia scolastica, che fa bella mostra di sé sulla consolle in anticamera, e il primo impatto “vis-à-vis” è quasi sempre sconcertante: dove sono i capelli ricci e neri di Gigi? Gli occhi azzurri di Mario? Il portamento altero di Gianni? Si scrutano. Piano piano, i gesti e le espressioni della gioventù balzano fuori, e davanti alla cenetta e ad un bicchiere di quel buono, l’atmosfera si riscalda e i "ti ricordi scolastici" balzano alla mente velocemente.
L'ultima volta che hanno avuto l’occasione di ritrovarsi tutti insieme è stato durante il viaggio scolastico, di due giorni, in Trentino, dove hanno visitato, accompagnati dal professore di elettrotecnica, una grossa centrale elettrica che servirà a completare gli studi.
"Che viaggio!" ‑ dice Gianni .
...Ed iniziano ad intrecciare le loro voci nel ricordo di quelle giornate...
"Siamo partiti alle sei del mattino in pullman da Milano… quasi tutti venivamo dalla provincia e qualcuno ha iniziato la giornata alle due o alle tre del mattino. Ma siamo allegri nei nostri vestiti della festa: pantaloni lunghi o alla zuava, camicia, cravatta, maglione, giacca e cartella di cuoio con panini, gazzosa e qualche indumento."
"A proposito di indumenti ‑ interviene Gigi ‑ ma lo sapete che quasi tutti avevamo qualche cosa di imprestato? Abbiamo portato a spasso: scarpe, maglioni, cravatte, giacche, cartelle nuove di amici a parenti a con orgoglio... anche!"
II viaggio si prolunga per oltre quattro ore, o forse più.
"Il più mingherlino delta compagnia si addormenta, il ciccione vuota la cartella dei viveri e cerca di barattare un compito con un panino, un gruppetto canta canzoni delta montagna,. un altro gioca a carte. I più sfortunati sono i tre capitati accanto al professore che sonnecchia, si guardano muti, e finalmente riescono a sgattaiolare via."
"Vicini alla meta, su su oltre duemila metri, immersi nella pineta ed attorniati da montagne innevate, compare il primo lago azzurro... poi la diga... una barriera immensa, che trattiene l'acqua del secondo lago che raccoglie incessantemente le cascate d'acqua che scendono dai ghiacciai."
"La maggior parte di noi non ha mai visto l’alta montagna ‑ interviene Mario -L'impatto emozionale è forte e aumenta quando, accolti dal Direttore, entriamo nella Centrale. Alle soglie delta maturità siamo uomini, e il Direttore ci da del "lei". Illustra il funzionamento e l'utilità della struttura, di tutti quei "bottoni e luci colorate" che da un pannello attraggono la nostra attenzione, e aggiunge che un giorno potremmo essere anche noi direttori e responsabili. Poi sentenzia: ‑ La scuola non è un gioco e se sbagli puoi ripetere... ma qui se sbagli puoi morire.
"Un brivido corre giù per la schiena, anche perché ci accingiamo ad attraversare una cascata rombante sopra un ponticello di metallo dentro un angusto cunicolo. Questo è uno dei tanti luoghi dai quali si ispeziona il funzionamento e la regolazione delle acque. Orgogliosi, vogliamo sapere tutto, poniamo domande con competenza e sogniamo di raggiungere anche noi, un giorno, una carriera così importante e interessante... chissà!"
"Si fa sera, ci trasferiamo all'Albergo per la cena ed il pernottamento col professore che, entusiasta della maturità che è riuscito a trasmetterci col suo rigoroso insegnamento, diventa un "allegro compagnone".
Dopo cena offre grappa per tutti, ride, scherza e lo battiamo... o si lascia battere?... su ogni fronte: al biliardo, a scopa, a scala quaranta. Siamo tutti indaffarati a giocare, meno i due "mandrilli" della compagnia che tentano un approccio, infruttuoso, con la tedeschina del tavolo accanto ... "
"Che bei tempi." ‑ aggiunge Gigi ‑ "E che viaggio indimenticabile!"
II secondo viaggio che ho fatto è stato quello di nozze. Con Chiara, mia moglie, sono ritornato sulle Dolomiti, che adoriamo tutti a due. Ho rivisto la Centrale e salutato il Direttore, ormai mio collega, perché anch'io sono diventato Capo Settore nel ramo dell'energia elettrica. E voi?"
Prosegue Gianni.
"Io, invece, sono andato in America, a New York, per un "posto di lavoro inerente alla vendita di pompe per l'estrazione del petrolio in Arabia Saudita". Non volevo partire, perdere la mia libertà e le ... mie ex, ma Lia, qui presente, mi ha messo alle strette perché era disposta a seguirmi in capo al mondo a condividere la mia sorte. Terrorizzato, sia dal matrimonio che dall'aereo, mi affidai ai vivi e ai morti e, come potete immaginare, mi sposai e partii: viaggio di nozze e lavoro, un accostamento un po' strano... ma eccoci qua felici a fortunati."
Mario, assorto, ascolta i due amici... denota una sorta di malinconia, ed incomincia a raccontare...
"Vi ricordate che io ero uno dei "Martinitt", i ragazzi Milanesi senza famiglia e senza nessuno al mondo? Allora voi eravate importanti per me e vi ringrazio per l'amicizia che mi avete sempre dimostrato. Ho sempre avuto una gran passione per la corrente, tanto che i fili e le spine da aggiustare, del Collegio, erano mie. Allora sognavo di diplomarmi, aprire un negozio di elettrodomestici, anche per avere uno stipendio sicuro, trovare una brava ragazza e sposarmi. Ma, ma... Dio dispone e l’uomo propone... e la proposta è arrivata dal Rettore che mi aveva fatto imparare musica, suonare il piano e l'organo, e aveva bisogno di un insegnante... a buon prezzo, naturalmente! Così mi dedicai alla musica: dalle mie note uscivano il mormorio delle cascate d'acqua, il fruscio del vento tra i pini, la melodia delle onde del mare, le parole d'amore che avrei detto alla mia donna... un giorno."
Luisa, moglie di Mario, interviene emozionata allunga una mano e, lieve, l'accarezza.
"Ci siamo conosciuti un pomeriggio sul tram, quello che andava in Piazza del Duomo e quando lui mi ha detto: ‑ Prego signorina si accomodi ‑, lui mi ha ceduto il posto ed io il cuore. Ci fidanziamo e, dopo un po' di tempo, decidiamo di sposarci ma di soldi ne abbiamo pochi e, visto che Mario non ha famiglia ne parenti, decidiamo di tralasciare il classico pranzo di nozze, sostituirlo con una "bicchierata" con gli amici e fare il viaggio di nozze sul Lago Maggiore, in una cameretta offerta da un amico."
Mario prosegue: "Vedi, se il diavolo non ci metteva la coda, avremmo fatto in questo paradiso i nostri primi giorni da sposini... e invece."
"Invece?" ‑ fanno in coro gli amici ‑ "Dai, raccontate!"
E Luisa incomincia.
"Decisi a non invitare i miei parenti, non possiamo esimerci dal portare loro i confetti, farci fare gli auguri, sopportare l'inquisizione e ringraziare anticipatamente per la solita "napoletana", il servizio mediocre da caffè e l'insalatiera di mezzo cristallo. I primi parenti sono la zia Neta, lo zio Carlo e i figli Sandro e Luigia. Dopo i convenevoli e il bicchierino di Marsala, cerchiamo di congedarci lasciando il sacchettino dei confetti. Contenti per aver evitato il discorso pranzo, di colpo la zia Neta dice:
‑ Ho capito che devo farmi la "prinsés di seta nuova" (abito col volant al collo e ai polsi) per partecipare al tuo matrimonio. Verremo tutti e quattro e voglio essere la prima a regalarti la napoletana nuova da sei.
"Ritorniamo mortificati ma, decisi ad aggirare l'ostacolo, andiamo dai secondi parenti che sono: lo zio Pasquale, la zia Berta e relativa prole, che abitano in campagna e sono contadini. Pieni di premure ci fanno bere un bel bicchiere di latte e ci danno le uova, perché i futuri sposini devono essere sani a robusti. Anche con loro evitiamo il discorso pranzo, ma arriva la cugina Rosetta che sognante annuncia:
‑ Finalmente comprerò le scarpe nuove e il cappello di paglia, e cercherò di prendere il tuo "buché di fiori" che lancerai, cosi mi sposerò anch'io.
Lo zio Pasquale aggiunge:
‑ Ti regaleremo la pelle di pecora da mettere sul letto per scaldare i piedi.
... Asciugo velocemente due lacrime che scendono furtive ...
Di dovere, andiamo dalla mia balia a dal mio baliotto che, per due anni, mi hanno allevata assieme al loro figlio Andrea e che mi vogliono un gran bene.
Dopo i convenevoli e i complimenti, la mia mamma di latte, Dora, mi dice:
‑ Visto che non hai voluto il nostro Andrea, vogliamo che partecipi al tuo matrimonio e ti accompagnerà in Chiesa col calesse e la cavalla bianca. È il nostro regalo di nozze e, se vorrete, verremo anche noi a farvi festa. -
Questo è un bel regalo, che accettiamo volentieri.
Se avessimo spiegato loro la "cosa" avrebbero capito e il pranzo l'avremmo fatto un'altra volta. Ma gli alti no! Avrebbero detto che la loro figlia non avrebbe mai pensato di sposare un "bastardo" senza arte, né parte... un pianista... Intanto i parenti diventano tredici e di quel passo qui ... dobbiamo invitarli tutti per non creare invidie. Ritorniamo a casa stretti l’uno all'altro con un magone che non va né su né giù, ma l'amore è grande e supera tutte le difficoltà del momento. Avete già capito che la nostra meta sarà, ed è stata, la "trattoria", altro che viaggio di nozze al lago! ... "
E Mario aggiunge:
"Ma non possiamo smentire quello che abbiamo già annunciato qua e la: il viaggio di nozze va fatto. Finito il pranzo, ci chiudiamo nelle nostre due stanzette per tutta la settimana, complice la lampadina accesa notte e giorno, la portinaia che ci porta i viveri per la sopravvivenza... e a contemplare le napoletane e le tazze del caffè regalate dagli adorati parenti ..."
... II pianoforte in un angolo, muto, ascolta le nostre parole sommesse ...
Riemergono, dopo una settimana, in una melodia senza fine:
"La melodia di un nuovo viaggio che inizia."