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L’ultima tappa nella riscoperta delle radici culturali europee ci porta fino allo scorso secolo e non è facile, soprattutto degli eventi del ‘900, definire come e con quale forza questi abbiano influito sulla società europea. è poi evidente che, soprattutto per quanto riguarda le influenze artistiche, i movimenti che hanno influenzato l’Europa sono necessariamente di portata globale, o quantomeno riguardano i paesi occidentali. Questo discorso vale poi ancora di più per un fenomeno come il rock, che in realtà è scoppiato in America, ma è stato modellato dagli europei a loro modo, innescando così nel vecchio continente una rivoluzione dei costumi altrettanto epocale e viscerale.
Qui non ho nessuna intenzione di elencare con esattezza tutti i personaggi che hanno stravolto il mondo della musica europea, perché sarei ingiusta visto che, come tutti, sono a conoscenza per la maggior parte della musica mainstream, quella che le etichette ci hanno passato in 60 anni di rock, e non renderei adeguato omaggio alla musica alternativa, che nel rock ha invece un così grande fascino. Già, perché se dite ad un musicista rock che sta suonando musica mainstream rischierete un pugno in faccia, mentre se lo definite “musicista alternativo” questo sentirà di aver ricevuto il più bel complimento! In qualche modo è la natura del rock che ci impedisce di avere un nodo alla gola se pensiamo che in realtà anche i più sconvolgenti Beatles, da quando uscirono nei negozi di musica, furono “mainstream”…. È questo che il rock ha regalato alle generazioni rock: l’anticonformismo e l’opposizione ai modelli e alle etichette. Anche l’amara ironia che destina il rock ad essere comunque imbevuto di etichette non rovina la genuinità di un movimento che è stato sociale prima che artistico.
Le influenze americane sono evidenti, dagli Stati Uniti nasce il primo rock, con Chuck Berry nel 1955, poi Elvis Presley, per approdare a Bob Dylan e i Velvet Underground nei primi anni ’60, quando il rock finalmente venne importato in Inghilterra. Se negli USA il rock’n’roll di Chuck Berry è la rivincita dei neri, e con Elvis Presley è la distruzione del tabù del sesso, in Europa il rock entra a sconvolgere il perbenismo delle classi sociali più agiate, i cui figli finiscono per urlare a squarciagola le canzoni di quattro ragazzotti di un quartiere malfamato, che oltretutto inneggiano alla droga e all’amore (seppur lo facessero con l’eleganza inglese di chi dice e non dice). Il rock fu rivoluzionario a diversi livelli, ridicolizzò lo stile di vità precedente e i suoni dei dirigenti, diventò riunificatore delle classi sociali e portò la bandiera del riscatto dei giovani. Ridicolizzò anche le etichette multinazionali poiché si rivolse alle etichette alternative, indipendenti. Sorpassò in pochi anni la musica classica europea, quella più sofisticata, e vide nascere commistioni con l’antica musica folk, quella popolare, quella delle canzoni di paese. È quello che successe con i Led Zeppelin che introdussero suoni etnici e riferimenti al passato celtico della Britannia, o De André che fù uno dei più importanti esponenti dello spirito rock, con la sua ironia amara e il riferimento alla cultura popolare più profonda.
Insieme alla riscoperta delle radici popolari il rock impone all’Europa un rinnovamento, che è quello dell’adolescenza, naturalmente portata verso la fuga verso la sperimentazione. Così è in Germania nel 1968 che nasce la prima sala concerti per la musica elettronica e psichedelica in Europa: la Zodiak Free Arts Lab. Luogo in cui si ritrovarono migliaia delle band psichedeliche che nacquero in quegli anni in Inghilterra o nei paesi scandinavi.
Tutto questo movimento avveniva ancora immerso in una atmosfera di fastidio e malcontento generale nei confronti del rock, simbolo anticonformista e pericoloso, ma questi dissensi spesso si rivelavano appartenenti alle culture di nicchia e certe letterature che non facevano più presa a livello di massa. La forza rivoluzionara del rock superò di gran lunga ogni movimento che lo aveva preceduto, anche le sperimentazioni nella musica classica, che vedono l’Italia e la Francia come un luogo di fervide trasformazioni, vengono purtroppo travolte dalla forza prorompente del rock. Tutto questo perché la musica con il rock diviene molto più che intrattenimento, ma uno strumento di aggregazione di idee e movimenti sociali. La forza che lo caratterizza e che lo ha fatto diventare colonna sonora di tutte le rivoluzioni musicali, dal punk al grounge, dall’hard rock all’idie-rock, il new wave e l’emo, è il rivolgersi all’adolescenza con semplicità (quantomeno apparente, poiché certi pezzi rock, sono tanto complessi quanto una composizione classica), offrendo ad essa carta bianca su cui modellare le sue rivoluzioni.
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Laura Lo Coco |