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Siamo giunti alla fine del nostro percorso sulle rotte storiche dell’Europa. Come annunciato e promesso nell’editoriale del numero di gennaio, spiegando il progetto che sarebbe partito il mese successivo, novembre è l’ultima tappa. Partiti dalla Grecia, dove l’Europa trova le sue prime radici, siamo passati per Roma, il Medioevo cristiano, l’età moderna: ora è la volta degli ultimi due secoli, fino ai giorni nostri. Avrete notato: ogni puntata aveva, nella pagina introduttiva, una foto che fosse emblema del periodo trattato. Questa volta abbiamo scelto il Parlamento europeo di Strasburgo, perché il nostro viaggio è cominciato osservando le vicende della nostra Unione Europea, le sciocche liti sulle radici storiche: una triste pagina dove tutti i protagonisti sono colpevoli. Alla UE siamo tornati, perché la nascita di questa istituzione (attraverso tutte le sue fasi storiche) è l’evento migliore della storia recente del nostro Continente. Non abbiamo parlato delle guerre mondiali e di tutti gli eventi pessimi di questi secoli: non si tratta di una dimenticanza. Semplicemente abbiamo voluto concentrare l’attenzione su ciò che di positivo è nato da quelle tragedie. Non mancano gli altri temi che abbiamo osservato lungo i secoli: per il filone religioso, parliamo della crisi del sacro nel nostro tempo. Dal punto di vista artistico, ci siamo concentrati su tre fenomeni che hanno segnato altrettante svolte: la nascita del romanzo borghese in letteratura, il Futurismo che copre tutte le arti, e infine il Rock, fenomeno musicale e sociale. Non mancano viaggi nelle pieghe della società e del costume, con un doveroso ricordo di un grande genio: Albert Einstein.