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L’Italia è una repubblica fondata sul pallone. Dispiace parodiare così la carta costituzionale, ma la metafora è calzante. Soprattutto perché attraverso le vicissitudini calcistiche si capiscono a pieno le caratteristiche di questo strano paese.
Pensiamo al caso-Collina, che ha tenuto banco nelle ultime settimane. Si tratta di Pierluigi Collina, acclamato come il miglior arbitro del mondo. E già qui si potrebbe aprire una riflessione sul fatto che un personaggio calcistico, sia allenatore, presidente, giocatore o arbitro, da noi non è semplicemente bravo. No, è il migliore al mondo e senza vie di mezzo. Al massimo con la postilla “in questo momento”. Ma tant’è. Si diceva di quest’arbitro, che a inizio estate firmava un contratto di sponsorizzazione. Per una pubblicità che in Italia nemmeno si sarebbe vista, dacché era destinata al pubblico tedesco in vista dei prossimo campionati mondiali. Con una “spiacevole” postilla. Perché l’azienda in questione è lo sponsor di una squadra di calcio italiana. Conflitto d’interessi, il grido unanime del mondo pallonaro. Solenne fesseria, mi sento di rispondere. Ma il risultato è che il miglior arbitro del mondo ha smesso di arbitrare.
Fermi tutti, passo indietro di dodici mesi. Sulle magliette degli arbitri della Premier League (la serie A d’oltremanica) compare il nome di una compagnia aerea. La stessa che campeggiava sulla maglia di una squadra. E nessuno ha fiatato. Nemmeno quando la suddetta si è laureata campione d’Inghilterra. Fosse capitato in Italia, si sarebbe detto che la compagine aveva vinto perché aveva comprato gli arbitri. Senza stare nemmeno a guardare se effettivamente ci fosse stato qualche “errore” arbitrale degli arbitri. Perché da noi non esiste pensare che possano sbagliare e si finisce per metterne in dubbio, per partito preso, la buona fede. Il fatto è che siamo un popolo con un’eccessiva inclinazione alla dietrologia e al sospetto. Forse troppo abituati alla truffa e al raggiro da non riporre alcuna fiducia nella professionalità di una persona che abbiamo definita la migliore al mondo nel suo campo. Che dire, Dio salvi la regina.
| Riccardo Saporiti |