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Dopo i fatti del luglio londinese, dopo le inevitabili parole di cordoglio spese per i morti (anche se tutti sembrano ricordarsi solo dei morti cristiani, cattolici o protestanti, dimenticando i morti mussulmani), dopo i lutti e la paura, sono arrivati i discorsi ufficiali, primo fra tutti quello del Primo Ministro inglese. Tra le varie affermazioni sosteneva qualcosa tipo: “questi attentati non fermeranno lo stile di vita occidentale”. Ora, ripensando a tutto con un po’ più di calma, dopo lo sbigottimento iniziale che inevitabilmente segue ogni fatto insolito e gravoso come un attentato, mi nasce spontanea una domanda: cos’è questo stile di vita occidentale che tanto si vorrebbe difendere? Inizio quindi a pensare a ciò che dovrebbe caratterizzare l’occidente ed il suo stile di vita, guardando alla vecchia Europa ed agli Stati Uniti, cercando in tutto ciò che essi si pavoneggiano a mostrare come segni di grande civiltà, ma purtroppo non vedo qualcosa che valga la pena di salvare. Guardo gli Stati Uniti e vedo un ammasso di persone che la pubblicità, la televisione ed i mezzi di comunicazione di massa sbattono di qua e di là, dove tutti vengono mobilitati per una prestazione sessuale extra-coniugale alla Casa bianca (ricordate Monica?), dove si attacca uno Stato sovrano nel vago timore che quello possa attaccare per primo chiamando ciò “guerra preventiva” (quando altrove sarebbe solo un’aggressione pura e semplice), dove i veri padroni di quelle terre vengono segregati in riserve e dove non si è ancora visto un presidente nero o giallo o europeo nonostante il tanto sbandierato melting pot americano. Guardo all’Inghilterra e vado un ex impero che ha esportato i propri costumi in tutto il mondo senza porsi la domanda se ciò fosse lecito da farsi. Vedo una Germania che è stata teatro e causa di due guerre mondiali e di grandi eccidi di massa (e a chi sostiene che ha già pagato abbastanza per tutte quelle morti io rispondo: se il suo conto è stato saldato significa allora che tu poni un prezzo per ogni vita umana?). Vedo un papato che in secoli passati ha fatto più vittime con crociate, scomuniche, inquisizione e caccia alle streghe di qualsiasi altra nazione. E vedo gente che si improvvisa artista ed inscatola qualsiasi cosa (dalla salsa di pomodoro alla “merda d’artista”, scusate la volgarità ma è il titolo dell’opera). Vedo persone che fanno la fame senza protestare ma che bloccano treni e traghetti se la loro squadra di calcio non gioca in serie A. Vedo folli corse in auto ogni sabato sera con giovani preda di alcol, droga e troppi soldi. Vedo governi che vendono veleno sotto forma di sigarette. Vedo sistemi sanitari impegnati a curare i mali dell’alcol, per non parlare dei soldi investiti in chirurgia estetica. Forse lo sguardo è stato superficiale, ma non credo che tutti gli occidentali abbiano guardato all’islam con più attenzione, così non mi pongo problemi a tirare le somme di quanto detto e chiedermi: è questo il sistema di vita occidentale che Blair non vuole sia distrutto dagli attentati? E basta che qualcuno dica “ma in occidente c’è la libertà” per bilanciare quanto ho visto prima? Certo, qui in occidente posso lamentarmi di queste cose senza essere imprigionato (o almeno così dovrebbe essere), ma ciò è sufficiente? Questa libertà, sempre se questa è vera libertà, è sufficiente? Forse non del tutto se in un islam così estremo si è anche disposti a morire per ciò in cui si crede, mentre in Italia ed in Europa si parla di smilitarizzazione. Ma questo è un discorso troppo politico nel quale non voglio entrare, quindi concludo rivolgendo a tutti una domanda: gli estremisti islamici sono pronti a morire per ciò in cui credono, per il loro stile di vita, ma quale occidentale sarebbe disposto a fare lo stesso per il proprio stile di vita?

Alessandro Di Tommaso