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Quante volte abbiamo ricordato "il fastidio" che provavamo per una determinata materia scolastica e la repulsione verso la stessa materia? Proviamo ad immaginarci sui banchi di scuola durante una di queste lezioni. Qual è la prima sensazione che proviamo? Noia! Certamente i motivi possono essere tanti per spiegare una situazione del genere, ma tutto è basato su un senso di asetticità di emozioni durante quelle lezioni. E "stranamente" anche il rendimeno in quella materia spesso ne "risentiva" un po'. Bene: è tutto spiegato scientificamente! Emozioni ed apprendimento sono strettamente legati tra loro! Il Dr. Paul Ekman - esperto nel campo delle emozioni - ha individuato quattro emozioni fondamentali: paura, rabbia, tristezza e piacere. Queste emozioni, che logicamente inglobano tutte le varie sfumature delle altre emozioni, si generano nel sistema limbico che a sua volta è fortemente coinvolto nei processi di memorizzazione; è poi evidente che la memoria è la base su cui si fonda l'apprendimento nel senso più ampio del termine. Quindi l'equazione "cattive emozioni = cattivo apprendimento" è presto svelata! Addirittura Priscilla Vail - un'esperta nel campo dell'apprendimento - sostiene che le emozioni siano un interruttore vero e proprio per l'attività dei processi di apprendimento. Questa è la teoria! E la pratica?

Diciamo prima di tutto che le emozioni si formano dal modo in cui noi pensiamo alle esperienze passate ed alle vicende presenti. Certo sul passato di uno studente è un po' difficile intervenire in una situazione formativa, ma il presente si può gestire e si può costruire al fine di generare emozioni positive. Ogni studente - sia esso un adulto, un adolescente o un bambino - porta con sé una sua storia che sarà esplicitata attraverso la sua personalità; per cui come possimao fare a creare un ambiente per generare emozioni positive trovandoci di fronte a persone completamente diverse? Certo è importante creare un clima favorevole e tutto il resto, condivido. Ma esiste un sistema per cui gli studenti escono dal ruolo di "se stessi". ed entrano appunto. nel "gioco di ruolo"! Entrano nel personaggio che è stato loro attribuito o che si sono creati da soli attraverso l'improvvisazione di un situazione. In un contesto del genere lo studente sa di non essere più se stesso e si sente libero di agire, privato dalla vergogna e con la consapevolezza di poter sbagliare senza essere né giudicato né punito! E' evidente che in tale situazione lo studente - protagonista della materia che sta imparando - si ritrova in uno stato emotivo meraviglioso, fatto di libertà, felicità, non-condizionamenti, possibilità di sbagliare e divertimento nell'intergaire con i compagni di viaggio nell'avventura dell'apprendimento. In una situzione formativa in cui si attua la tecnica dell'improvisazione, lo studente prova la sensazione di essere veramente libero, cosa che non potrebbe provare altrove nel ruolo di se stesso. Ora proviamo ad immaginare di essere uno di questi studenti nel pieno di una situzione improvvisata dove può decidere di essere chi vuole, dove vuole e dire ciò che vuole nel pieno di una lezione di inglese, ad esempio, in cui l'insegnante coordina il tutto e fornisce gli input costanti per l'apprendimeto (nuovi termini, nuove espressioni, forme corrette per dire qualcosa). Cosa stiamo provando? Certamente non vergogna, in quanto non siamo più noi stessi, ma qualcun altro; e stiamo provando emozioni positive, ci stiamo divertendo e ci sentiamo liberi. anche di sbaglaire. E quale sarà il risultato finale di una lezione del genere in cui le emozioni forti e positive l'hanno fatta da padrone? Un netto miglioramento del livello di apprendimento; lo studente diventa l'attore principale della materia, la fa sua, la metabolizza e la imparerà bene avendo associato, a certi argomenti, un valore emotivo splendido.

Certamente tutto ciò non è facile da realizzare, soprattutto da parte degli insegnanti. con programmi da rispettare, scadenze, e restrizioni varie; ecco, un segreto esiste: basta crederci! Sono convinto che in ogni materia possano essere applicati questi metodi che ho appena esposto, persino in quella che molti definscono una materia fredda come la matematica! L'alunno spaventato dai rimproveri della maestra che si trova di fronte al classico problema di matematica da risolvere del "papà che va a comprare un chilo di mele" avrà una motivazione all'apprendimento sicuramente inferiore rispetto all'alunno che in classe gioca al "papà che va a comprere un chilo di mele" interpretando il ruolo del papà! La spiegazione è solo il suo stato emotivo!!! Nel primo caso il bambino è agitato e spaventato, nel secondo si sta divertendo perché sta giocando ed è il protagonista! Anche con gli adulti il risultato è incredibile. tornano ad essere bambini e si divertono! Sarebbe meraviglioso se un giorno tutte le attività formative avessero un'impronta del genere. superando le attuali e notevolissime restrizioni. Crediamoci!