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Il Medioevo è l'epoca in cui si assiste al trionfo e allo stabilizzarsi del Cattolicesimo. Altri cambiamenti sopravverranno con l'avvento dell'età moderna, in particolare il Concilio di Trento e la Controriforma - ma la sostanza della fede rimarrà pressoché immutata e sarà in particolare la prassi apostolica e sociale della Chiesa ad essere interessata da profondi mutamenti.
Forse alcuni di voi ricorderanno che avevo già trattato del Cristianesimo in una precedente puntata di questa rubrica, soffermandomi sulle Chiese Ortodosse e Orientali e sull'Evangelismo. Allora motivai la scelta di accantonare l'analisi del Cattolicesimo con l'affermazione che, essendo la nostra cultura informata da questa religione, tutti noi ben la conosciamo.
Una precisazione qui servirà a spiegare il mio passo indietro. In ogni religione è sempre possibile distinguere (abbastanza nettamente in un'analisi semplice come la nostra) due piani: da un lato un livello esoterico , dall'altro uno essoterico . Insomma, in ogni religione c'è la parte che spetta al "popolo", alle "masse" e quella dei sacerdoti o depositari del sapere che invece sanciscono "l'ortodossia" - le varie virgolette sono d'obbligo, visto che faccio di tutte le erbe un fascio e che chiaramente ci sono differenti articolazioni a seconda della specifica religione, specie in quelle in cui non sussiste alcuna "ortodossia" in senso cattolico. Ora, questa duplicità di piani, in rapporto dialettico e che si influenzano a vicenda, è particolarmente lampante nel Cattolicesimo: da un lato un Cattolicesimo "popolare", fatto di molti santi e santini, riti dall'apparenza quasi magica, molta superstizione e poca ortodossia; dall'altro un Cattolicesimo "colto" proprio degli ecclesiastici, fatto di dogmi, verità di fede e limpido come il cristallo.
Qual è il Cattolicesimo vero? Entrambi chiaramente. Da un punto di vista storico le religioni sono fenomeni complessi, in cui è possibile individuare una spaventoso varietà di piani interagenti. La religione, piaccia questo alla Chiesa o meno, è però fatta della totalità di questi piani e della loro non facile convivenza - che è poi la spinta che consente ad una religione di evolversi e rimanere viva e vitale per i suoi tempi.
Il Cattolicesimo "popolare" è di sicuro noto ai lettori, così come la morale e la liturgia cattolica, almeno nelle sue linee generali. Forse più oscura risulta invece la dogmatica. Mi propongo quindi di chiarire, da non cattolico, alcuni nodi della fede Cattolica, ricordando che le radici di tale fede si trovano proprio nel Medioevo.
Il Cattolicesimo è una religione teocentrica : al centro di tutto c'è un dio personale , Dio, con la D maiuscola. Esistono anche delle religioni senza un dio, per quanto questo possa suonare strano alle orecchie di taluni, o delle religioni che non mettono al centro un dio.
Dio è onnipotente, onnisciente e amorevole . Crea l'universo dal nulla per pura generosità e per permettere ad altre creature di godere liberamente dell'esistenza.
Fin qui arrivano tutte e tre le religioni monoteiste - Ebraismo, Islam e Cristianesimo. Tutte e tre, oltre a basarsi parzialmente sullo stesso testo sacro e sulla stessa storia religiosa, sono religioni positive: nascono nella storia e hanno una storia fatta di profeti, guide e rivelazioni. Sono religioni rivelate o positive.
Variano fra loro nei contenuti e nelle modalità di questa rivelazione. Mentre per l'Ebraismo la rivelazione di Dio avviene in determinati momenti della storia del popolo di Israele e per i mussulmani il compimento dei profeti è Maometto, per il Cristianesimo (e dunque il Cattolicesimo - abituiamoci a tenere i due termini distinti) c'è stata una sola grande Rivelazione, punto mediano della storia dell'intero universo: Gesù Cristo.
Per i Cattolici (e in buona misura anche per Evangelisti e Ortodossi) qui si ha la vera differenza rispetto a qualunque altra religione: Dio entra nella storia, si fa uomo e rivela infine il suo vero Volto all'umanità - il Volto dell'Amore. Questa è di sicuro una peculiarità che distingue il Cristianesimo rispetto a tutte le altre religioni: è l'unica religione in cui l'amore (almeno a livello di ideale) viene elevato a unico pilastro della vita etica e della vita stessa di Dio, come vedremo fra breve. La compassione propria di molte religioni orientali ha un valore completamente diverso, è sempre subordinata all'illuminazione - tanto che un santo orientale potrebbe, paradossalmente, commettere qualunque empietà e rimanere puro, poiché è solo il distacco che conta.
Ma torniamo a noi. La storia del mondo inizia dunque con la Creazione, col mondo tratto dal nulla dalla volontà onnipotente di Dio, e si articola in una storia di salvezza .
Al principio del mondo va infatti posto il peccato, frutto dapprima della caduta degli angeli, da cui sorge Satana - non dimentichiamolo, entità assolutamente reale per la dogmatica cattolica - e in secondo luogo della Caduta dell'uomo. L'evento della caduta, nell'ottica della Chiesa, è un evento storico ; questo non vuol dire che la storia di Adamo ed Eva vada presa alla lettera, bensì che quella storia adombra, in chiave allegorica, un evento reale, frutto della volontà dell'uomo che erra, allontanandosi da Dio, unico vero Bene. Da qui nasce il peccato originale , ossia la tendenza dell'uomo a cadere nuovamente. Il peccato è la chiave di volta della morale cattolica: peccato è qualunque azione che ci allontana da Dio, di qualunque genere essa sia - e questo perché noi siamo stati creati, fin nella nostra più intima essenza, per servirlo e adorarlo, poiché a lui dobbiamo la nostra stessa esistenza.
Poiché in principio, poco dopo il nulla e le acque, vi è il peccato, ecco che il mondo ha bisogno di essere redento. La storia di salvezza diventa storia di redenzione dell'uomo dal peccato originale. Così l'intero Antico Testamento si configura come preparazione per la redenzione del genere umano ad opera di Dio: esso annuncia il Messia - che anche gli Ebrei attendono - che libererà il mondo dal male. Dunque l'Antico Testamento è sì una rivelazione, ma parziale, necessita completamento per arrivare alla compiutezza e farsi Rivelazione.
La compiutezza di questa Rivelazione è la Buona Novella : Gesù Cristo. Qui bisogna intendersi, l'espressione va presa alla lettera: non è che la Buona Novella sia qualcosa che dice Gesù, è proprio Gesù stesso. Egli integra l'immagine che di Dio hanno mostrato i profeti e i re e i giudici di Israele, svelando il volto amorevole di Dio. Gesù è il Messia atteso.
Non solo. Già l'Ebraismo aveva trovato un Dio personale - con un suo carattere potremmo quasi dire, ma pur sempre un po' distante e spesso incomprensibile. Gesù (anche se sarebbe meglio dire: lo Spirito Santo che agisce nei Padri della Chiesa.) scopre l'infinita ricchezza e pienezza di Dio che non è semplicemente personale ma è Trinità . Il Dio cattolico è Trinità, questo è uno dei più grandi fra i Misteri della fede: Padre, Figlio e Spirito Santo . E il Figlio altri non è che Gesù Cristo stesso, Dio entrato nella storia, entrato nel mondo per redimerlo dal peccato e aprire le porte del paradiso agli uomini. Perché senza Gesù l'uomo non avrebbe mai visto il vero Volto di Dio: l'Amore che eternamente spira fra le tre persone della Trinità, uguali e distinte . E non vedere Dio vuol dire essere lontani da lui - paradiso e inferno non sono altro che questo, la lontananza o la vicinanza con Dio.
Gesù dunque si sacrifica per redimere l'uomo, mostrare il vero Dio e spalancare le porte del paradiso, dando all'uomo la possibilità di vincere il peccato originale. E' il crocifisso ad essere al centro della Chiesa, il Cristo sofferente, perché qui si cela tutto il senso del Cattolicesimo, nel Cristo sofferente e nella sua resurrezione , che promette la resurrezione anche all'uomo e la vittoria sul primo male derivato dal peccato originale: la morte.
Ma l'opera di Dio non si arresta di certo qui. L'Incarnazione di Gesù, vero uomo e vero dio, non è appunto che lo stadio mediano della parabola della salvezza. L'azione di Dio continua per il tramite dello Spirito Santo, terza persona della Trinità, che ispira gli uomini e li guida, in attesa del ritorno di Gesù e della realizzazione piena del Regno di Dio .
Lo Spirito Santo ispira gli uomini, come già ha fatto in passato, ed è a lui (ossia a Dio stesso) che dobbiamo il Vecchio e il Nuovo Testamento. Gesù affida il proseguimento della sua opera e la preparazione del mondo per il Giudizio Finale agli apostoli, che continueranno a diffondere il Vangelo e daranno vita alla Chiesa .
Dunque oltre alla Sacra Scrittura l'altro grande deposito della fede è la Tradizione apostolica , ossia le opere dei Padri e dei Dottori della Chiesa e di tutti quegli autori che la Chiesa giudica ispirati. Compito della Chiesa è anche quello di interpretare la Sacra Scrittura - perché la Rivelazione c'è stata, ma non ha ancora raggiunto la pienezza dei tempi - e diffondere nel mondo gli insegnamenti del Cristo. Da qui la sua vocazione universalistica e, appunto, cattolica.
Il sacerdozio è stato istituito da Gesù stesso, così come molti dei sacramenti, primo fra tutti l'Eucaristica , vero centro della vita liturgica dei cattolici - in cui si incontra Gesù nel modo da lui voluto durante l'Ultima Cena, si partecipa al suo sacrificio e si assaggia la redenzione e la vicinanza col Risorto e con Dio.
La Chiesa è pellegrina sulla terra, così come lo sono tutti gli uomini. Essa attende il ritorno del Messia e l'instaurazione del Regno di Dio - anche se bisogna dire che quest'elemento escatologico, di attesa del Giudizio Finale, ai giorni nostri passa un po' in secondo piano, mentre nel Medioevo era ben sentito.
Per concludere due annotazioni. Da non cattolico, mi sembra che, fra gli altri, due pericoli soprattutto incombano sull'ortodossia.
Da un lato, un grave pericolo, la sottovalutazione del momento storico-reale di certi avvenimenti della salvezza: caduta, peccato originale, rivelazione, incarnazione, istituzione della chiesa, attesa degli ultimi tempi e della fine del mondo - sono tutti momenti che non devono essere interpretati in chiave metaforica, bensì come eventi reali, di cui è lecito parlare per metafore, che nulla però devono togliere alla realtà degli accadimenti cui si riferiscono. Per un cattolico il mondo finirà veramente, c'è stato davvero un momento in cui l'umanità si è dannata ed è stata redenta.
Dall'altro un pericolo forse ancora più grave, l'eccesso di storicità, ossia il rischio di un Cristianesimo senza Dio. Qui Gesù diventa un uomo, un saggio, un pastore, ma pur sempre un uomo che insegna una bella morale. Il Cristianesimo diviene morale sociale. Personalmente trovo inaridente questa piega, perché ciò che di grandioso hanno le religioni è proprio la loro capacità di collegarci, tramite simboli, con qualcosa che umano non è, che non è limitato al qui ed ora, con una visione cosmica, come quella sopra tratteggiata che presenta il Cattolicesimo, in cui il fedele possa ritrovare il senso di un mondo che tende invece a perderlo, il senso di una vita che troppo spesso sembra insensata.
A chi voglia approfondire o controllare alcune delle affermazioni da me fatte, consiglio la lettura del Catechismo della Chiesa Cattolica , edito dalla Libreria Editrice Vaticana. Io mi sono avvalso dell'edizione del 1993.immagino non sia troppo datata!
| Gabriel |