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Eccoci di nuovo, da quel di Jˆnkˆping, a scoprire le nefandezze che nasconde un paese che è sempre stato simbolo di uguaglianza, civiltà e perfetta organizzazione sociale. Dunque, avrete sicuramente letto degli ultimi avvenimenti a riguardo del taciuto e sempre più frequente maltrattamento delle donne nelle case svedesi, probabilmente avrete anche pensato che non c'è nulla di nuovo, ovunque qualcuno viene maltrattato e l'omertà delle donne è purtroppo leggendaria. Ma la notizia in parte sconvolge, la Svezia, oltre che paese della parità dei sessi è anche il paese che fino ad ora è riuscito meglio di altri a sopire le problematiche di integrazione sociale tra gruppi culturali profondamente diversi; il 20% della popolazione è costituito da immigrati la cui maggior parte è di origine asiatica e medio-orientale, il restante 80% è costituito da svedesi che mal nascondono lo scetticismo nei confronti di una crescente ghettizzazione delle loro città. Eppure fino ad oggi nulla è trasparso: il problema sta nel fatto che sempre più i disagi familiari, anche nelle case degli svedesi d.o.c., rimangono relegati tra le mura e non emergono pubblicamente, nessun movimento sociale aiuta le donne a confessarsi e a rompere il velo di silenzio.

La generale ricchezza in cui vivono le famiglie svedesi, anche quelle di immigrati, fa si che nessuno abbia motivo di lamentarsi o pretendere alcun servizio in più dallo stato, nessuno urla “piove, governo ladro!”. Il servizio sociale è straordinariamente efficiente e, anche se la pressione fiscale supera il 50% del reddito, non troverete nessun cittadino o imprenditore che si lamenti di quanto deve pagare per avere un perfetto sistema educativo, buone infrastrutture e alta qualità e accessibilità del servizio sanitario in larga parte gratuiti. Senza mai dimenticare che la popolazione non supera i 9 milioni di abitanti e che il paese possiede grandi ricchezze naturali, si può facilmente dire che il sistema sociale svedese è pressoché perfetto; di fronte a problematiche sociali che superano le semplici e primarie necessità (semplici è un eufemismo, se pensiamo a quanti semplici problemi il nostro amato paese non solo non riesce a risolvere, ma neanche ad affrontare), la Svezia sembra panicare. Gli stessi cittadini non sembrano interessati ad occuparsi di disagi giovanili o di problemi di integrazione delle famiglie (ma soprattutto delle giovani donne) musulmane e aspettano che qualcuno usi i loro soldi per risolvere anche questo “semplice” problema.

Gli svedesi vivono una realtà genericamente provinciale, le città sono molto distanziate tra di loro, non c'è aggregazione sociale ad alti livelli, e ogniuno si occupa dei problemi più vicini a sè: se per l'Italia del Nord pensare alle problematiche dell'Italia del Sud spesso sembra uno spreco di tempo e denaro, ad uno svedese del Sud difficilmente viene in mente che al Nord c'è qualcun altro… ovviamente qui si esagera, ma l'idea è che se non è favorito il contatto umano e l'aggregazione sociale, è decisamente più difficile che un problema personale, come essere maltrattate dal marito, si trasformi in un disagio sociale e possa essere affrontato adeguatamente. Direi che la caciara di un paese affollato e litigioso come il nostro, seppur disturbi le orecchie a che vuol farsi i fatti propri, è un buon esempio di sana aggregazione sociale…!