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Meraviglioso! Semplicemente meraviglioso! Questo è lo stare a tavola con le persone giuste ad un banchetto! La magia che si crea è unica! Ci si sente tutti uniti nell’attesa di essere deliziati… non solo dal gusto, ma dagli odori, i profumi, dalla vista e perché no… dal tatto! E’ una miscela incredibile capace di suscitare piaceri immensi. Provate ora a chiudere gli occhi e cercare di ricordare il profumo del vostro piatto preferito… ora ricordatene il sapore… rivivete la situazione in cui vi siete lasciati trasportare dal quel piatto! Il solo ricordo è straordinario!
Certamente la prelibatezza del cibo e il ristorante “carino” contano molto; ma il punto è questo: anche un semplice panino mangiato in piedi al bar durante la pausa pranzo può essere davvero unico! Tutto dipende dal modo di porsi nei confronti del cibo. E’ la nostra innata carica di piacere che ci fa apprezzare anche il panino “al volo”! E’ evidentemente logico che non sto facendo un inno al “mangiare raffinato”, ma un inno ad apprezzare quello che si ha a disposizione per nutrirsi, che è sempre in grado di offrire sublimi piaceri (se si vuole).
Purtroppo viviamo in una società in cui ritmi frenetici e benessere ci portano a dare per scontato molte cose, e quindi a non apprezzarle affatto e, ancora peggio, a desiderarne sempre di più. Se solo ci fermassimo un attimo a pensare con quanta naturalezza e quasi noncuranza mangiamo, ci renderemmo perfettamente conto di non voler apprezzare deliberatamente un piacere naturale; invece l’essere pienamente consapevoli nell’atto del mangiare porta ad uno stato di benessere immenso!
Non potrò mai dimenticare il panino con la mortadella che portavo a scuola, in particolar modo alle medie: dal momento in cui iniziavano le lezioni fino alla ricreazione, il profumo che saliva e si diffondeva dallo zaino era semplicemente inebriante; e al tanto atteso suono della campanella che annunciava l’intervallo, il rituale si consumava ed era per me una festa ogni volta! Poi crescendo mi è capitato molto spesso di mangiare semplicemente per “dovermi nutrire”, (può capitare, purtroppo) ma oggi più che mai, la consapevolezza del piacere mi porta a gustare, nella sua totalità, tutti i cibi che amo… sempre!
Mi sembra quasi inutile sottolineare il fatto che il piacere del cibo comprende anche quello del bere: inseparabile amore della mia vita. Il tutto unito alla passione e alla sensualità: condimenti fondamentali del vivere quotidiano!
Come ho scritto prima, e ci tengo a sottolinearlo, questo articolo non vuole essere un invito al lusso sfrenato né alla raffinatezza: un semplice piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino… con la persona giusta, può diventare un piacere unico! Quello che conta è il modo di godere di un piatto del genere (senza nulla togliere alla nobiltà della suscritta pietanza!!!). Questo articolo vuol essere un invito a vivere liberamente tali piaceri; non condivido il moralismo in questi argomenti!
E’ altrettanto vero che può essere facile trasformare tali piaceri in qualcosa di negativo: basta l’esagerazione! L’esagerazione è la morte del piacere! (dico esagerazione, non quantità abbondanti!!!). Perché in effetti un’abbondante razione del nostro piatto preferito ci lascia sempre un po’ più soddisfatti rispetto ad una misera, seppur elegante, razione da ristorante “chic”.
Ho appositamente evitato di scrivere di cultura culinaria o di buone maniere da tenere a tavola; ho preferito andare dritto all’essenza, alla concretezza realistica del piacere che il cibo è in grado di regalare ed alle sensazioni che può suscitare. Ho preferito lasciare agli esperti le teorie, le regole, e tutto quanto ruota intorno al mondo della cucina.
Considerando il tema di questa pagina, affrontato anche in maniera abbastanza leggera, mi sento in dovere di trattare, con la massima serietà, una problematica che affligge una alta percentuale della popolazione umana. Purtroppo oggi sempre di più, si sente parlare di disturbi alimentari; tali patologie causano un conflitto immenso con il cibo e sono accompagnate da gravi sofferenze psicologiche. Persone bulimiche ed anoressiche si trovano quotidianamente a dover combattere, nel vero senso della parola, con il cibo. A costoro va tutta la mia solidarietà e il mio rispetto. Questo articolo, che esprime la mia personale visione nei confronti del cibo, non vuole assolutamente ledere la sensibilità di quanti, per gravi ragioni personali, non possono vivere un rapporto sereno con il cibo.
Allo stesso tempo sottolineo il fatto di essere pienamente consapevole di essere nato in una realtà dove il cibo non rappresenta un miraggio, come per molti milioni di bambini e adulti nel mondo che soffrono la fame. Queste sono le ingiustizie che il pianeta Terra è ancora costretto a sopportare.