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Il programma culturale 2004\2005 della Società Studi Patri è già entrato nel vivo quando vengo ricevuto nello studio dell’architetto Piermichele Miano, il presidente che ha rilanciato l’immagine e soprattutto l’attività della storica organizzazione. Siamo entrambi reduci dalla serata con Marcello Veneziani, terza mente del “Laboratorio di pensiero contemporaneo”. Proprio da qui prende il via la nostra breve chiacchierata.
Cominciamo a parlare del “Laboratorio di pensiero contemporaneo”, che ha già offerto tre incontri: Massimo Fini lo scorso anno, Massimo Teodori e Marcello Veneziani questo mese. Quali scopi avete con questo progetto?
Una Società storica, anche in senso letterale, come la nostra (gli Studi Patri vennero fondati nel 1896, n.d.r.) deve agire nel suo contesto tipico: archeologia, conservazione storica, arte… Però deve avere un’altra funzione, per coniugarsi in un contesto contemporaneo: deve spingersi nella lettura della contemporaneità con il filtro della neutralità. Ieri sera dicevo che ci approcciamo a temi di forte attualità con uno spirito non a tesi: non è nostro compito dimostrare una tesi; questo è il compito di partiti, sindacati, società ideologicamente orientate in genere; loro tengono una serata su un tema, sostenendo una tesi: è chiaro che chiameranno un relatore acconcio a sostenere quella tesi. Noi dobbiamo tenere un approccio diverso: noi poniamo questioni, ascoltiamo pensatori liberi, intelligenti, di rango, di grande caratura insomma. Noi siamo il mezzo per fornire alla città la visione di quel pensatore, senza farla nostra. Una società Storica si deve porsi al servizio della città permettendole di affrontare grandi temi con spirito critico.
La risposta della città è stata positiva…
Questo dimostra
che su temi di carattere generale si parla poco, e quindi c’è
voglia che lo si faccia.
Troppo spesso si parla di temi troppo contingenti: ad esempio i partiti
parlano di costruire strade.
Questo sta elidendo la capacità critica delle persone, che
non hanno più l’abitudine di fare “politica”
in senso di grandi temi. C’è un vuoto: la nostra Società
cerca di colmare questo vuoto.
Il secondo ramo del programma sembrava forse più a rischio: lettura e recitazione di classici della letteratura. Invece…
…Invece no, anzi il primo gruppo di incontri è stato frequentatissimo. A Milano, le lezioni di Sermonti a Milano, che hanno richiamato centinaia di persone, hanno dimostrato che c’è voglia di “generalità”; il tecnicismo di questi anni ha un po’ stufato: c’è un maggior bisogno di incontri che non riguardano la nostra quotidianità, c’è voglia di “vitamina per lo spirito”. Che cosa spinge una persona a venire a sentire Silvio Raffo che recita Dante? È la volontà di arricchire la propria coscienza, che non è fatta solo di bond della Parmalat… Questo è un altro vuoto che la nostra Società cerca di colmare qui a Gallarate
Come hai cercato, in questi anni di presidenza, di ricollocare la Studi Patri nel contesto cittadino?
Lo sforzo di questo
Consiglio Direttivo è quello di ricollocare la Società
nella città: questo significa organizzare una presenza in modo
strutturale. Da un lato abbiamo rimesso in piedi il comitato scientifico
che ha rilanciato la Rassegna, uscita nuovamente a settembre. Per
una società storica è fondamentale avere in vita la
propria rivista storica. La rassegna verrà ulteriormente migliorata
con nuovi apporti di alto profilo accademico: ciò rafforzerà
la nostra collaborazione con istituzioni milanesi, in particolare
la Cattolica.
In secondo luogo era necessario creare uno strumento finanziario efficace
per poter sostenere le attività culturali: quindi abbiamo sottoscritto
una convenzione con l’amministrazione comunale. Però
noi consiglieri riteniamo che la Studi Patri debba essere una società
indipendente, come l’hanno pensata i suoi fondatori: ecco perché
abbiamo creato un’Associazione che fiancheggia l’ente
fornendogli un supporto finanziario. Quindi la strada giusta per il
rilancio è stato questo doppio supporto: pubblico e privato
Un’ultima annotazione: noi collaboriamo con molte organizzazioni
culturali gallaratesi. In passato, la Società Studi Patri è
sempre stata considerata un po’ elitaria: un giudizio che mi
ha sempre infastidito. Se per elitario intendiamo che lì non
si fanno, o non si ospitano, delle iniziative di basso profilo, delle
schifezze allora si, siamo elitario. Ma elitario significa altro:
noi siamo aperti a collaborare con chiunque, a patto che le proposte
siano di valore.
Il Comune di Gallarate sta organizzando una Fondazione culturale, di cui gli Studi Patri saranno membri. Quali prospettive presenta questa iniziativa?
Stiamo vedendo cosa succederà: comunque siamo fiduciosi. Un’organizzazione economicamente attrezzata, strutturalmente dotata, quindi con persone di spessore che possa gestire a livello superiore le attività culturali cittadine, mi sembra una proposta di una qualche intelligenza. Ma cosa significa “gestire a livello superiore”? Non deve fare ciò che già fanno le organizzazioni cittadine come la nostra, la biblioteca… deve fare cose di livello ben superiore: attività e iniziative che portino Gallarate fuori dal livello culturale che attualmente ha. A Brescia è in corso una mostra buona, ma non ottima, che però muove migliaia di persone. Brescia è di certo una città di livello superiore a Gallarate, ma il modello cui la nostra amministrazione deve ispirarsi è quello. La Fondazione non può limitarsi a coordinare le attività che già si svolgono, deve pensare a poche iniziative all’anno, ma di grande respiro: perlomeno, e sottolineo perlomeno, regionale. In questo modo anche le nostre iniziative locali avrebbero un’eco e un traino naturali che oggi mancano. La Fondazione può riuscire, posto che metta in campo energie economiche e umane adeguate.
Società Gallaratese Studi Patri
Programma culturale 2004/05
curato da Lorenzo Scandroglio
Laboratorio di pensiero contemporaneo
Dopo l’incontro con Massimo Fini dello scorso anno, nel mese di novembre 2004 gli Studi Patri hanno ospitato, presso l’istituto filosofico Aloisianum, Massimo Teodori, che ha presentato il suo ultimo libro “L’Europa non è l’America – l’Occidente di fronte al terrorismo”, e Marcello Veneziani, che invece ha parlato del suo “I Vinti. I perdenti della globalizzazione e il loro elogio finale”. Nella prossima primavera, gli Studi Patri hanno l’intenzione di proseguire con il “Laboratorio”, ma non sono ancora stati comunicati ulteriori incontri. Il secondo “ramicello” del programma è invece di carattere letterario
I grandi classici della letteratura presentati dai poeti
13 gennaio:
“Catullo: poesie d’amore e disamore”
a cura di Vincenzo Guarracino
10 febbraio: “Francesco Petrarca, padre della poesia
d’amore” a cura di Silvio Raffo
24 marzo: “William Shakespeare tradotto da Montale e
Ungaretti” a cura di Franco Buffoni
12 aprile: “Walter Scott tra romanzo storico e melodramma
italiano” a cura di Tomaso Kemeny
19 maggio: “Delio Tessa e la tradizione letteraria milanese”
a cura di Edoardo Zuccato
(letture di Claudio Recalcati)