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Avanti così. Eletto inaspettatamente sull’onda lunga degli abominii dell’11 marzo, Zapatero sta dimostrando di non essere quel cavallo perdente sul quale aveva puntato, certo della sconfitta, il Partido Socialista Obrero. Lo ha dimostrato prima abolendo la riforma della scuola targata Josè Maria Aznar, che prevedeva che l’insegnamento della religione avesse un peso nella valutazione finale dell’alunno. Poi consentendo agli omosessuali la possibilità di contrarre matrimonio e adottare dei bambini. Precipitando così la cattolicissima Spagna all’avanguardia dei diritti civili e in fondo alla speciale classifica di gradimento stilata nei corridoi vaticani. Resta il neo, per usare un eufemismo, del ritiro delle truppe. Ma c’è chi, come Michele Serra, sostiene che le riforme di cui sopra costituiscano un ottima misura nella lotta al terrorismo. Forse che sì, forse che no. Dal canto mio, gli spagnoli, comincio ad invidiarli quasi quanto gli olandesi.