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Non sempre una poesia deve parlare di temi aulici: a volte, come in questo caso, lo spunto è forse di quanto più profano esiste, ma dal quale l’autrice ha saputo sprigionare una carica di rivelazione che trascende il semplice dato tangibile. La musicalità briosa e saltellante, in oltre, come lo scrosciare dell’acqua, sa condurre il lettore attraverso i versi, fino ad immedesimarsi in una situazione tanto familiare ma pure tanto poetica.

La Giuria

Restare immobile, come in attesa trepida
sotto il confortevole getto dell’acqua tepida.
Lasciare che ogni goccia scivoli
in mille fruscianti sinuosi rivoli.
Immaginare di venirne rigenerata,
come ciottolo di fiume levigata.
Uscire, dover uscire da quell’angolo intimo,nebbioso,
mentre lo specchio rimanda impietoso,
un’immagine di diffuse decadenze,
ricordo pallido di antiche avvenenze.
Sognare d’essere, nell’io profondo,
quel tipo alto, esile e biondo
… che non sono stata mai.


La douche

Rester immobile, les bras baissés,
les yeux fermés.
Laisser que chaque goutte glisse , ruisselante,
en filets d'eau petillante.
Imaginer d'être polie et régénérée
comme un galet de torrent à peine trouvé.
Sortir, devoir sortir, de ce coin intime et embrumé
pendant que le miroir renvoie sans pitié
une image de déchéance remarquable.
Loin et pâle le souvenir d'une beauté
qui n'était pas durable.
Rêver d'être, dans mon esprit profond
ce type grand, mince et blond
tel que jamais je n'ai été.

Eralda Pedretti