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Vincitore – Riccardo Ferraris
L’emozione della prima volta

Che cos'è per te la scrittura?
La scrittura è un canale di comunicazione come tanti altri, (musica, teatro, cinema). Quello che cerco di fare io con la scrittura è semplicemente fissare su un foglio un immagine, un emozione, uno sguardo cercando di preservarlo dalla forza distruttrice del tempo. Ecco, secondo me proprio in questo sta la grande forza delle parole: saper intrappolare ed eternizzare uno stato d'animo che altrimenti andrebbe perso insieme a tanti altri.

Nel tuo racconto hai presentato una storia semplice di un uomo che decide di seguire i suoi sogni.
Hemingway diceva che l'unica cosa che devi fare quando scrivi un racconto è "raccontare una storia" e sperare che qualcuno ti stia ad ascoltare. In un certo senso ho cercato di fare questo: dipingere a grandi linee il ritratto un personaggio facendo in modo che tutti, almeno in parte, vi si potessero immedesimare. Così ho fatto leva sull'unica cosa che forse tutti abbiamo in comune: i sogni.
Ito, il protagonista di questo racconto è proprio un grande sognatore, che sceglie di sfidare le amare regole della vita per invecchiare facendo l'unica cosa che per lui ha un senso, suonare la sua tromba.

Hai delle aspettative o delle ambizioni che riponi alla scrittura?
Ogni giorno cerco di convincermi che il mondo non lo si cambia con le bombe, con l'economia o con la politica ma che l'unica via percorribile è quella della cultura. L'augurio più grande che posso farmi è allora quello di occuparmi di cultura e di scrittura per tutta la vita.

Cosa hai provato vincendo il concorso letterario?
Gioia e incredulità. Gioia e incredulità, solo questo.
Prima c'è stata la delusione per non essere stato chiamato tra i terzi e i secondi, e la voglia di andarsene sconfitto. Poi la sorpresa di aver battuto tutti e di vedere il mio nome sotto la scritta "primo classificato". Infine l'imbarazzo e il terrore di dover parlare davanti a tante persone e a membri della giuria.
Sopra ogni cosa però è affiorata un impagabile sensazione di vittoria: era la prima volta che arrivavo primo davanti a tutti.

Quali sono i tuoi interessi letterari?
Leggo un pò' di tutto. Adoro Hemingway per come riesce a farti innamorare di una storia, Bukowski per come tira fuori la poesia dalla delusione di tutti i giorni, Leonardo Sciascia per il suo periodare ampio e raffinato, ma anche Baricco, Fante, Hesse,e molti altri.
Laura Lo Coco

Secondo classificato – Marco Giani
Scrittura e musica

(l.l.) Marco Giani si è classificato al secondo posto nella sezione narrativa con il racconto “Il bigiatore folle”. “Mi ispiro a esperienze che sopraggiungono anche senza una logica nella mia vita, a volte non le vivo personalmente, ma le percepisco”ci racconta e svela che uno dei suoi modelli è senza dubbio il giovane Brizzi “spero sia evidente!”.
Uno degli elementi fondamentali di cui Giani si serve per i suoi racconti è la musica “per le immagini che mi regala, più che per le emozioni: dalla musica catturo le più belle immagini” ed è per questo infatti che “Il bigiatore folle” si apre proprio con una citazione di Bruce Springsteen.

Terza classificata – Renata Ravizza Frattini
Il dialetto che vince

(l.l.) Reluis, ovvero Renata Ravizza Frattini, dopo aver vinto il primo premo della scorsa edizione di Verba Agrestia, anche quest’anno si classifica tra i vincitori, questa volta al terzo posto. “A végia quèrcia” è l’ultimo racconto in dialetto castellanzase-legnanese di Reluis che riporta con la sua poeticità ad un epoca di cui oramai possiamo avere solo memoria. Simbolo della memoria è proprio la vecchia quercia “in cui mi sono immedesimata immaginando di essere tornata alla mia giovinezza quando la vita era un gioco, ma era più facile rendersi conto che “l’amùr a l’è ‘na róba seria.”!