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Una trentina di
persone stava oramai spazzolando tutto il rinfresco nell’attesa
di visitare l’ultimo successo delle Formiche, quando l’assessore
alla pubblica istruzione Ivan Vecchio, in rappresentanza del Comune
di Gallarate, ci ha fatto visita per inaugurare la mostra fotografica
“L’Italia dai cieli”. La mostra ha avuto luogo nelle
sale del museo della Società Gallaratese Studi Patri dal 15
al 23 Maggio grazie anche alla gentile disponibilità e l’allegria
del Sig. Fani e del Sig. Bassetti, i curatori del museo archeologico.
“L’Italia dai cieli” è stata realizzata con
il materiale, inedito, degli archivi del Museo Agusta del Gruppo Lavoratori
Anziani Agusta rappresentati all’inaugurazione dall’Ing.
Rotondi. L’archivio contiene più di quattrocento foto
aeree della nostra Italia e delle colonie africane fasciste, scattate
dalla allora “Regia Aeronautica” italiana nel periodo
tra il 1923 e il 1936. Le 160 foto della mostra sono state faticosamente
scelte tra centinaia di foto delle più belle città italiane
tra cui più di 50 foto tra Roma e Milano, dei paesaggi delle
nostre campagne e dei nostri monti con le prime foto delle più
alte cime alpine, dei più interessanti siti storici e architettonici
come Pompei e la Reggia di Caserta e di particolarissimi scorci di
paesaggi africani.
La mostra fotografica che Le Formiche vi hanno presentato può
essere osservata su tre livelli diversi: il primo è un punto
di vista tecnico, attento ai metodi e ai mezzi con cui queste foto
sono state realizzate. I dati tecnici accennati nel pannello di presentazione
che qui riportiamo sono stati recuperati da tre pubblicazioni contemporanee
alle stesse foto, facenti parte della collezione privata del Comandante
Fabio Frisi, capo collaudatore dei piloti dell’Agusta, che ha
gentilmente concesso la possibilità di sfogliare e osservare
le pubblicazioni a tutti i visitatori della mostra. Oltre alle informazioni
più prettamente tecniche sulla fotografia aerea, apprezzabili
solo da un esperto della foto, è interessante sapere che la
maggior parte delle macchine fotografiche utilizzate per le ricognizioni
aeree erano esse stesse esperimenti e macchine artigianali costruite
ad hoc.
Il secondo livello dal quale apprezzare la mostra è quello
storico: molte foto sono infatti documentazioni di importanti eventi,
tra cui ricordo la fondazione delle città dell’Agro Pontino
(Littoria, Sabaudia e Pontinia), i funerali del Gen. Armando Diaz,
l’entrata delle truppe italiane ad Addis Abeba nel 1936. Ma
ancora più interessante è il motivo per cui queste foto
vennero scattate (ampiamente spiegato nel testo di presentazione della
mostra che qui riportiamo): mentre le foto delle città italiane
sono probabilmente esercitazioni per affinare le tecniche della ricognizione
aerea e foto di propaganda del partito fascista, le foto scattate
in Africa proprio nel periodo della guerra sono certamente a scopo
bellico, utilizzate al fine di conoscere il territorio da conquistare.
Il terzo punto di vista è quello estetico: la raccolta di foto
è un susseguirsi di bellissime ed inedite immagini di un’Italia
che non esiste più, spiata da angolazioni inusuali, con una
precisione che a volte permette di apprezzare particolari romantici,
come una signora che, con la bocca aperta dallo stupore e il dito
puntato verso di noi, osserva lo spettacolo del volo di un aeroplano
per lei ancora del tutto eccezionale!
Per chi non avesse partecipato a questa imperdibile mostra (e vedendo
queste foto si stesse mangiando le mani): non preoccupatevi, la riproporremo
presto… ma questa volta cercate di non fare lo stesso errore…!