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Cari lettori, sono già pervaso da un’emozione incontrollabile all’idea di scrivere questo articolo su McCoy Tyner …cercherò di non farmi prendere troppo la mano, nel caso contrario vogliate perdonarmi - per me è stato tutto incredibilmente magico!
Bene! Era il 20 luglio del 2002: “McCoy Tyner Group”, special guest Bobby Hutcherson, Verbania ore 21:00...così veniva pubblicizzato quell’evento. Mi ero informato per sapere chi fosse “questo” McCoy Tyner: era il pianista di un “certo” John Coltrane negli anni sessanta. Non sapevo assolutamente niente di jazz!!! Ricordo solo che quella sera la piazza di Verbania era gremita di gente ed io riuscii a trovare un posticino in piedi a destra del palcoscenico, praticamente accanto al batterista…ed esattamente di fronte a McCoy Tyner. Prima di allora non avevo mai ascoltato niente di musica jazz…e sembravo incapace di comprendere quello che le mie orecchie udivano; ma dentro di me qualcosa si stava smuovendo, mi sentivo così gasato, così euforico che credevo di essere fuori dalla realtà! Ero totalmente rapito dalla potenza della musica, sentivo solo energia pura scorrere nelle mie vene! Cari amici era semplicemente straordinario!!! Dopo alcuni giorni mi misi alla ricerca di qualche CD con la musica di Coltrane e Tyner al piano…e trovai “A Love Supreme” …un album che credo non abbia bisogno di parole! E così da quel momento non sono più riuscito a staccarmi dal jazz! Quell’uomo che quel 20 luglio suonava a pochi metri da me è uno dei pochi miti viventi del pianoforte jazz mondiale!


McCoy Tyner e Modestino

Un poliedrico, un violento, un audace, un incredibile romantico, un innovatore…McCoy è così! Suona come si sente in quel momento, segue i suoi pensieri, quelli che sono i suoi stati mentali; a volte sembra dimenticarsi del tema di una ballad, per esempio, e la trasforma completamente perché è agitato, irrequieto! Questi cambiamenti si vedono perfino sul suo volto, gli si legge in faccia cosa prova mentre sta suonando, oltre che sentirlo chiaramente dalle corde percosse del suo pianoforte. E’ l’espressione pura dell’istinto del musicista nero; una ritmica quasi martellante tiene sempre col fiato sospeso chi lo ascolta, la durezza afroamericana sembra esplodere come un vulcano dal suo piano; poi magari avvolgenti movimenti romantici sanno travolgere l’ascoltatore e condurlo nel mondo della passione pura.
Così dopo circa un anno da quel concerto a Verbania, il 21 febbraio del 2003 sono andato ad una seconda apparizione di McCoy Tyner in duo col batterista Al Foster al Teatro “Donizetti” di Bergamo; questa volta era diverso…stavo ascoltando quello che ancora oggi è il mio idolo musicale in assoluto! Vi lascio immaginare il mio stato d’animo! Erano due guerrieri che si fronteggiavano sul palco…o forse due amici di vecchia data…o forse un padre e un figlio…era veramente difficile dirlo!!! C’era solamente impeto e niente altro! La pura improvvisazione e un fluire di stati d’animo che si rincorrevano l’un l’altro, con una espressione di potenza e coinvolgimento, mostravano inevitabilmente tutta l’energia che McCoy Tyner sa esprimere ogni volta che inizia a suonare. Alla fine del concerto sono andato all’entrata dei camerini del teatro con la speranza di ottenere un autografo da Tyner; dopo qualche minuto ha aperto la porta e ha accolto i fedelissimi della sua musica …non mi sembrava vero! Siamo stati a chiacchierare insieme come se fossimo amici da chissà quanto tempo! Mi tremava un po’ la voce …stentavo a credere quello che mi stava succedendo! Ero in un camerino di un teatro a ridere e scherzare con McCoy Tyner …il mito del pianoforte jazz …ancor più noto per essere stato per cinque anni il pianista di John Coltrane! In quei dieci minuti avevo capito tante cose; McCoy è così nella vita: imprevedibile, impetuoso, istintivo, acuto …e tutto il suo essere lo esprime in musica! Mi scrutava con lo sguardo, all’inizio, e poi quando gli ho detto che molto spesso ascolto la sua musica a tarda ora la sera, lui con una fragorosa risata mi ha detto –“Speriamo che poi, di notte, non ti vengano gli incubi!” –
La musica di McCoy Tyner mi ha sempre e solo regalato sogni! Per me è difficilissimo consigliare un album piuttosto che un altro; anche le prime registrazioni del giovane Tyner sono meravigliose. E’ facilmente intuibile che le opere più recenti hanno una struttura notevole che rispecchia la maturità dell’artista stesso, d’altro canto.
Come ho scritto all’inizio temevo che mi potessi far coinvolgere troppo …ed è stato così! Spero che voi lettori possiate “giustificare” questo mio “eccessivo entusiasmo”! E’ quanto di più autentico e sincero la musica jazz riesce a provocare in me; in questo caso, con McCoy, lo è molto di più; è qualcosa di inspiegabile, irrazionale ma è quanto realmente mi succede.
Voglio sperare che il mondo continui a regalarci artisti capaci di essere così veri ed autentici, capaci di emozionarci così tanto e di regalarci sogni straordinari!